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Qualità Nutrizionali Del Pesce Selvatico e di Allevamento: Quale scegliere?

Come Conoscere i due prodotti al banco pescheria?

La Normativa Europea prevede che il consumatore abbia il diritto di avere informazioni ben precise su ciò che gli viene offerto.

In etichetta, quindi, devono essere sempre indicati la denominazione della specie, la zona di produzione e il metodo, cioè se è stato pescato o  allevato.

Se le indicazioni in etichetta non sono complete oppure non ci fidiamo, è possibile riconoscerli dall’aspetto del pesce stesso.

Primo aspetto da osservare è la Dimensione. I pesci d’allevamento risultano pressoché di dimensioni tutti uguali. Inoltre, sono più grossi di quelli selvatici, a causa dello scarso movimento che non gli permette di sviluppare una muscolatura adeguata per la taglia ed anche per i mangimi usati in allevamento.

Possono essere presenti Irregolarità. Spesso i pesci d’allevamento hanno le code sfibrate o rotte e le squame consumate, per il fatto che sono costretti a vivere in vasche sovraffollate.

Una volta cotto il pesce, è possibile osservare la Tonicità e la Consistenza delle carni. Le carni dei pesci d’allevamento non sono molto compatte  e si sfaldano facilmente.

Ultimo aspetto è il Prezzo esposto. Un pesce d’allevamento è sempre più economico di uno pescato in mare.

I Pro e i Contro del Pesce d’allevamento

Gli studi condotti sulle caratteristiche nutrizionali dei pesci d’allevamento evidenziamo problemi, ma anche vantaggi.

I problemi sono relativi alla quantità e qualità dei grassi, in genere superiori e diversa rispetto a quello selvatico. Nell’allevamento, vengono utilizzati mangimi a base di farina e oli vegetali, in modo da rendere i pesci più grossi in breve tempo. Dunque, i pesci d’allevamento saranno più grossi di dimensione, ma allo stesso tempo più grassi.

Il contenuto e la qualità dei grassi dipende sostanzialmente dal mangime utilizzato. Generalmente i pesci d’allevamento sono più scarsi di omega 3 (EPA e DHA), importanti protettori per le patologie cardiovascolari, ma con valori più elevati di omega 6, precursori di molecole infiammatorie, se consideriamo la quantità totale di grassi.

Anche se i pesci d’allevamento sono più grassi, è da tener presente che il contenuto di grassi totali sarà sempre inferiore al fabbisogno lipidico giornaliero richiesto in una dieta bilanciata.

Un Pro è il fatto che il contenuto di lipidi, quindi anche di omega 3, è costante nei pesci di allevamento, rispetto a quelli selvatici che si nutrono solo di ciò che trovano.

Un ulteriore vantaggio dei pesci d’allevamento riguarda la sicurezza alimentare, infatti è più facile monitorare la presenza di eventuali metalli pesanti e altri contaminanti tossici introdotti dal pesce con la dieta.

Per quanto riguarda il contenuto di Sali minerali quali Fosforo, Calcio, Ferro, Zinco e Iodio dipende anch’esso dall’alimentazione dell’animale, ma anche da fattori intrinseci del pesce stesso. Nel pesce d’allevamento il contenuto sarà determinato principalmente dal mangime artificiale, generalmente addizionato in Sali, in quanto indispensabili per l’accrescimento e per ottenere buoni indici di qualità. Nel pesce selvatico la quantità di minerali dipendente dalla biodisponibilità in acqua.

In conclusione, in condizioni di allevamento adeguate, è stata osservata un’equiparazione in termini nutrizionali e salutistici tra pesce allevato e selvatico.

I prodotto di acquacoltura possono rappresentare una valida alternativa ai pesci selvatici, purché i mangimi e gli impianti di allevamento siano fattori determinati per la qualità del prodotto.